L'Editoriale. Il ritorno del Leone ruggente

Un viaggio che segna il ritorno di Leone XIV alle radici del suo ministero episcopale, ma che porta con sé anche una memoria speciale: quella di Papa Francesco e del suo desiderio, mai realizzato, di tornare nella sua Argentina.

L'Editoriale. Il ritorno del Leone ruggente
Il vescovo Prevost tra la sua gente nella diocesi di Chiclayo

Ci sono viaggi apostolici che assumono un significato particolare non soltanto per le mete raggiunte, ma per le storie che portano con sé. Quello che Leone XIV si appresta a compiere in Uruguay, Argentina e Perù appartiene certamente a questa categoria. Dodici giorni attraverso tre Paesi, ma soprattutto un ritorno alle origini del suo ministero episcopale, in quelle terre latinoamericane che hanno segnato profondamente il suo percorso umano e pastorale. È soprattutto il Perù ad assumere un valore speciale. A Chiclayo, dove è stato vescovo per diversi anni, il Papa ritroverà volti, comunità e una Chiesa che ha accompagnato da pastore prima che la chiamata al pontificato lo conducesse a Roma. Non sarà soltanto una tappa del programma, ma il ritorno a una parte importante della propria storia. Ma c'è un altro Paese nel quale questo viaggio porta con sé un'attesa e una memoria particolari: l'Argentina. Per molti argentini, infatti, la visita papale avrebbe dovuto avere un altro protagonista. Papa Francesco aveva più volte manifestato il desiderio di tornare nella sua terra natale e, prima della morte, aveva promesso che sarebbe andato in Argentina. Quella visita tanto attesa non si è mai realizzata. Oggi, a raggiungere il Paese sarà Leone XIV, un altro Papa, con una storia e un cammino differenti. Eppure, in questa visita, il ricordo di Francesco sarà inevitabilmente presente. Sarà nella memoria di un popolo che lo ha visto nascere, nella sua Buenos Aires, nelle comunità che hanno accompagnato il suo ministero e nell'attesa rimasta incompiuta di poterlo riabbracciare nella sua terra. Leone XIV non andrà in Argentina al posto di Francesco, né per realizzare simbolicamente un viaggio mancato: vi andrà da Pontefice, con la propria identità e la propria missione. Ma proprio la sua presenza riporterà alla memoria anche il legame profondo che univa il predecessore alla sua gente. Forse è questo uno degli aspetti più significativi del viaggio che comincia oggi: la possibilità di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici e di riconoscere, nella storia della Chiesa, quei legami che attraversano anche il passaggio da un pontificato all'altro. Perché ogni Papa porta con sé una storia nuova, ma non cancella quella di chi lo ha preceduto.